Abbiamo gettato “un ponte” con i bambini e i ragazzi più poveri che abitano nelle periferie di alcune grandi città: Rio de Janeiro (Brasile) e Buenos Aires (Argentina).

Durante la Quaresima  e il tempo di Pasqua

con i ragazzi della classe 3^ (secondaria di primo grado),

abbiamo cercato di dilatare il cuore alle situazioni di povertà vicine e lontane

rimanendo “connessi con il Signore Gesù e con i fratelli”.

Questo progetto ci ha aiutato a crescere in umanità

e a portare il nostro piccolo contributo per cambiare in meglio

alcune realtà di  questo nostro mondo.

Abbiamo gettato un “Ponte” soprattutto con i bambini e i ragazzi più poveri

aiutati dalle suore di San Giuseppe  e dai loro collaboratori,

in alcuni quartieri di periferia di Rio de Janeiro (Brasile) e di Buenos Aires (Argentina).

Molti di quei bambini e ragazzi mangiano un solo pasto al giorno, quello offerto dalle suore nei centri di aiuto, nelle scuole dell’infanzia  e nei doposcuola. Con la pandemia la situazione sociale e sanitaria risulta ancora più grave: sono necessari aiuti per sostenere i più poveri nell’alimentazione, con le medicine e con beni di prima necessità.

Concretamente, a scuola, ogni giovedì  mattina, nell’ora di Religione, una busta rossa “attendeva” in silenzio il frutto del nostro risparmio della settimana.

Che bello contare, poi, insieme, il ricavato … fino ad oggi abbiamo raccolto euro 300.60!!!

Tanti bambini hanno già potuto mangiare o riceveranno un piatto di riso e fagioli o di mandioca e latte proprio grazie al nostro impegno.

Inoltre LUNEDI’ mattina 10 MAGGIO è stato molto significativo incontrare due giovani ragazze che lo scorso anno hanno potuto vivere un’esperienza in quelle realtà .

A questo appuntamento hanno partecipato anche i ragazzi della classe 2^ e ci siamo lasciati coinvolgere insieme in un progetto di amore che ci ha aiutati a guardare lontano, oltre noi stessi…

Silvia e Francesca ci hanno parlato del loro vissuto, dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti e delle famiglie povere che hanno incontrato.

Il loro racconto ci ha stimolati a riflettere su ciò che noi abbiamo e sul nostro stile di vita.

E’ stato, inoltre, importante conoscere 2 giovani ragazze di 23 e 27 anni che hanno scelto di dedicate qualche mese o settimana ai più poveri: hanno fatto un lungo viaggio non per turismo ma per donare un po’ di aiuto e di sorriso a chi aveva più bisogno.

Abbiamo espresso loro il nostro grazie con un lungo applauso carico di affetto e di riconoscenza.