La Ferrovia delle meraviglie

Lunedì 8 marzo, nella classe terza della sezione Secondaria, durante l’ora di Tecnologia, il Presidente dell’Istituto Marco Galfrè, ha tenuto una lezione sulla storia, la costruzione e ricostruzione post-bellica della linea ferroviaria Cuneo-Nizza, detta anche la ferrovia del mare, in quanto collega il Piemonte alla Liguria passando per un tratto francese e per  diramarsi poi fino a Nizza. Oltre agli aspetti storici legati alla progettazione della linea ferroviaria, che in origine percorreva tratte internazionali e agli aspetti legati al periodo delle guerre mondiali che ne hanno distrutto varie parti per poi essere ricostruita (non nella sua totalità originaria) nel secondo dopo guerra, è stato illustrato ai ragazzi tramite immagini e diapositive, le opere infrastrutturali che rendono unica questa ferrovia costruita per quasi il 50% in galleria e su diversi attraversamenti realizzati con ponti tecnologicamente molto avanzati, che superano dislivelli piuttosto importanti. Gli alunni hanno apprezzato anche molto gli aspetti legati ad alcune particolarità e peculiarità delle tipologie strutturali dell’opera come ad esempio i ponti ad arco in curva e al tempo stesso in salita, il ponte ad unica campata con pilastro ad ogiva disposto perpendicolarmente al ponte stesso oppure gli aspetti legati alla costruzione delle gallerie, che percorrono per molti chilometri l’interno delle montagne; gallerie realizzate a doppia larghezza che avrebbero potuto ospitare due binari, ma che in realtà furono progettate e costruite in questo modo per far defluire i fumi dei treni che per un lungo periodo furono a vapore prima di passare all’elettrificazione. Questa opera di alta ingegneria, ha subito nell’autunno scorso danni causati dalle intense piogge ed alluvioni, che hanno causato in alcuni tratti un vero e proprio dissesto idrogeologico, ma immediatamente sono partiti i lavori per ripristinare e rendere nuovamente operativa la linea ferroviaria, che proprio di recente ha vinto il primo premio “I luoghi del cuore” FAI a dispetto di coloro che vedevano ormai questa opera come un binario morto e come un’infrastruttura che prima o poi sarebbe stata dismessa. Ora la speranza è che possa continuare a mantenere viva la sua importanza, nonché la sua utilità.

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